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IL SOTTOSEGRETARIO VIETTI CHIEDE ALLA REGIONE DI MANTENERE GLI IMPEGNI LANZO Non ci sono solo valli olimpiche
Quando Torino e il Piemonte si aggiudicarono le Olimpiadi invernali del 2006 il presidente Ghigo lo aveva promesso: «Non sarà solo un grande evento sportivo, ma, sarà anche un'occasione per potenziare, riqualificare e riscoprire le vallate alpine piemontesi e i loro comprensori sciistici». Bene. Ma se sulla Via Lattea sono stati dirottati centinaia di milioni di euro da altre parti non sarà proprio così. Un esempio? Le Valli di Lanzo, le Valli Orco e Soana, la Valchiusella e la Valle Sacra hanno redatto un piano di riqualificazione insieme alla Provincia. Investimento previsto: poco più di 23 milioni di euro per una sessantina di interventi. «Sono opere essenziali per il futuro di una fetta di montagna della provincia - ha ricordato ieri il sottosegretario alla Giustizia Michele Vietti, eletto tra l'altro nel collegio di Lanzo, al governatore del Piemonte Enzo Ghigo durante un incontro a Roma -. Vogliamo pari dignità e pretendiamo attenzione anche se le nostre piste non ospiteranno le competizioni, non esiste solo la Valle di Susa». Polemica ? «Per carità, le Valli di Lanzo e del Canavese rientrano eccome nei nostri progetti - frena Ettore Racchelli, l'assessore regionale al Turismo -. Proprio due settimane fa ho detto all'assessore provinciale al Turismo Silvana Accossato di stare tranquilla. Grazie alla legge 4 del 2000 che incentiva e finanzia i Comuni a vocazione turistica tutto è fattibile, ci mancherebbe». Non proprio. Perché Vietti ieri ha espressamente chiesto a Ghigo che il «piano di riqualificazione» delle quattro comunità montane rientri in quelle che vengono definite «opere di accompagnamento» alle Olimpiadi, concepite con un iter più snello e finanziate in Piemonte con circa 250 milioni di euro: «La legge 4 prevede un percorso troppo burocratico - spiegano dalla segreteria del parlamentare - che non ci consentirebbe di essere pronti entro il 2006». D'accordo anche l'assessore Accossato: «Si perché alle montagne non olimpiche, che poi sono il 70 per cento del territorio, gli investimenti servono a mantenere vivace e attivo il tessuto sociale, a garantire posti di lavoro importantissimi». Il piano di riqualificazione presentato dagli amministratori delle Valli di Lanzo, Orco e Soana, Sacra e Chiusella (48 Comuni in tutto per un totale di circa 50 mila abitanti e oltre 4 mila posti letto garantiti da 53 alberghi e 123 strutture extra alberghiere) mira a mantenere e potenziare gli impianti esistenti (24 skilift per un totale di 60 chilometri per la discesa,115 chilometri per il fondo, sei piste di pattinaggio), a creare un turismo di nicchia accessibile ai più, lontano da quello delle grandi stazioni. Basti pensare che sulla Via Lattea salgono in un solo week end gli sciatori che raggiungono le stazioni delle altre valli torinesi in un anno. Nelle Valli di Lanzo gli inteventi più consistenti sono previsti ad Ala di Stura, 6 milioni di euro per la ricostruzione degli impianti Karfen, a Usseglio circa tre e mezzo per la stazione di Pian Benot e per il fondo, a Viù dove verrebbero rimodernati gli skilift del Col del Lys. In Valle Orco servirebbe più di un milione e mezzo di euro a Ceresole Reale per la copertura della pista di pattinaggio, il completamento dell'impianto di innevamento artificiale e l'illuminazione della pista di fondo «Girolago». «Sono tutti interventi realizzabili con appena il due per cento degli investimenti complessivi per le Olimpiadi - chiude Mauro Marucco, il presidente della Comunità Montana Valli di Lanzo -. Per molta gente che abita e lavora in montagna questi soldi sono una questione di sopravvivenza per i prossimi anni».
Gianni Giacomino Da LA STAMPA del 13/2/2003 Sezione: Torino cronaca
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