Sulla neve si torna alle ciaspole
Ricompaiono con forme e materiali nuovi le racchette per camminare in montagna




Ciaspole, amore mio. Una passione che sta tornando di moda. Poi, è anche vero che la denominazione «ciaspole» non è così diffusa. Sgombriamo allora subito il campo da equivoci e fraintendimenti: le ciaspole, o racchette da neve, sono quel particolare strumento che permette a chiunque lo desideri di spostarsi agevolmente a piedi sul così amato manto bianco. In passato, erano soprattutto i cacciatori e i contadini ad avanzare con fatica sulla neve con ai piedi ingombranti racchette grazie alle quali non sprofondavano. Può sembrare difficile da credere, ma in un tempo non così lontano gli sci erano del tutto sconosciuti: nelle nostre regioni fecero infatti la loro apparizione solo alla fine del diciannovesimo secolo, diffondendosi capillarmente nel primo dopoguerra grazie ai reduci che ne avevano appreso l´uso sotto le armi. In precedenza la gente di montagna, per spostarsi da un luogo all´altro, utilizzava quotidianamente proprio le racchette da neve. Racchette rustiche, calzature che, allargando la superficie del piede, ne evitavano lo sprofondamento. Nelle Valli di Lanzo, per esempio, le diverse forme delle ciaspole possono essere ricondotte a tre modelli fondamentali: «a cerchio» (frassino piegato al cui interno veniva intrecciata una cordicella), «a griglia» (legno di maggiociondolo) e «a ferro di cavallo», adattamento di quella «a griglia» nella quale la punta della racchetta coincideva con quella della scarpa per incidere al meglio sul manto nevoso. Oltre all´uso quotidiano, l´utilità delle ciaspole fu riconosciuta anche per le manovre delle truppe alpine di vari Paesi. Racchette si trovano poi ai piedi di grandi esploratori quali Robert Peary (autore di spedizioni in Groenlandia a fine `800) e Robert Falcon Scott, direttosi al Polo Sud nel primo `900, oltre che a quelli dei mitici e pazzi cercatori d´oro in Alaska e Canada. Oggi, le ciaspole stanno vivendo un momento (quasi) d´oro: gironzolare per i boschi e le vallate con le racchette significa soprattutto andare piano, avere il tempo di guardarsi intorno, vivere esperienze emozionanti risalendo valli più o meno ampie, inoltrandosi nel bosco su un manto di neve vergine. Patria europea di questa nuova vita delle racchette, la Francia: dalle 1.500 paia prodotte nel 1986, i «cugini» sono passati alle 30 mila del `94. La figura degli «accompagnatori di montagna» e non solo di maestri di sci nasce proprio nelle località transalpine: in più, ad agevolare la rapida espansione di questi «vecchi-nuovi» attrezzi, gioca la facilità di apprendimento di una disciplina che non richiede né tecniche specifiche né particolari caratteristiche fisiche o di allenamento. L´Italia, piano piano, ha seguito la moda lanciata dai francesi: nel 2001, le ciaspole vendute sono state oltre 10 mila. Il mercato europeo (200 mila paia distribuite) continua a vedere nel frattempo in posizione dominante la Francia, capace di assorbire il 50% della produzione e di vantare 300 mila praticanti. Seguono Svizzera e Germania (20 mila attrezzi venduti e 100 mila utenti a testa), i Paesi nordici (50 mila e 200 mila) e, per l´appunto, l´Italia (10 mila e 50 mila), dove da tre stagioni a questa parte gli appassionati del genere raddoppiano. Ovvio, poi, che l´uso delle ciaspole su percorsi segnalati garantisca una positiva ricaduta economica sulle località attrezzatesi allo scopo. E´ il caso di Pragelato e delle Valli Chisone/Germanasca: qui, sono sedici i percorsi battuti, segnalati e tenuti in efficienza durante tutto l´inverno (per informazioni, tel. 0121.322668; www.racchettinvalle.it). Ultimamente, l´affluenza è cresciuta molto anche nei giorni feriali: da quest´anno, le scuole di sci della zona hanno garantito disponibilità di personale per accompagnare i turisti durante le loro escursioni. Il boom è dietro l´angolo

Alla 3ª edizione di RacchettinValle, che si terrà a Pragelato domenica 2 febbraio, parteciperà anche la pluricampionessa olimpica e mondiale di sci di fondo Stefania Belmondo. Una presenza che nobilita la corsa con le ciaspole ma non solo: la Belmondo, testimonial del Comune di Pragelato, potrà nei prossimi anni rappresentare il giusto trait d'union tra i Giochi Olimpici e una disciplina che punta a essere inserita nel cartellone delle iniziative collaterali di Torino 2006. RacchettinValle si propone, come la trentina Ciaspolada, quale prova valida per la Coppa Europa di corsa con racchette da neve: sono pertanto attesi a Pragelato, oltre agli amatori e ai bambini, i migliori atleti della disciplina. Tra questi ultimi, il trentino Antonio Molinari (vincitore delle prime due edizioni) e la francese Benedicte Molle, prima nel 2002. Al di là della sezione agonistica (7,9 km per tre categorie: Veterani, Senior e Junior), ce ne sarà una non competitiva di 6 km, aperta a tutti. Non mancherà un momento dedicato alla solidarietà: le iscrizioni dei bambini (previsto anche un baby camp) saranno infatti devolute alla «Federazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro - Onlus».

DOMENICO LATAGLIATA

Fonte LA STAMPA




Home page                      Pagina Seguente         Ricerca Articoli