IL POTENZIAMENTO DELL'INTERA LINEA FERROVIARIA È COMINCIATO SOLO NEL 1999 E DOVEVA FINIRE NEL 2002

Torino-Ceres, il treno è in ritardo di dieci anni
Le carrozze si fermano a Germagnano, poi si prosegue con i bus


Dieci anni: è passato tutto questo tempo da quando l'ultima carrozza dell'ultimo treno sferragliò nella pioggia sfilando davanti alle stazioni di Ceres e Pessinetto. Poi più nulla. Il servizio su binario venne sostituito dai bus e le carrozze si fermano ancora oggi a Germagnano. Agli archivi rimangono solo date e ipotesi di ultimazione dei lavori per il potenziamento dell'intera linea ferroviaria Torino-Ceres cominciati nel 1999. Nelle Valli di Lanzo i convogli dovevano ritornare nella primavera del 2002, poi dodici mesi più tardi. Alla fine si era fissata la data di maggio o di giugno del 2004. «Invece slitterà ancora tutto, sembra incredibile, ma è così», si lamenta quasi rassegnato Sergio Eboli, il sindaco di Ceres, il Comune «giardino delle Valli di Lanzo» dove il treno, a parte qualche pendolare e degli scolari, scaricava ancora diversi di quei turisti che durante l'estate fanno lievitare gli abitanti da mille a più di seimila. «Qualche giorno fa ho incontrato Davide Gariglio, l'amministratore delegato del Gtt, e mi ha confermato gli ulteriori ritardi nell'ultimazione dei cantieri negli ultimi chilometri di strada ferrata», ammette ancora Eboli, che non si da pace perché in diversi altri punti della tratta le opere di ammodernamento sono state eseguite e inaugurate da tempo con investimenti da oltre 200 miliardi delle vecchie lire. A Caselle la ferrovia è stata interrata e si è allestita la nuova fermata dell'aeroporto, a Balangero e a San Maurizio Canavese i passaggi a livello sono stati eliminati con la costruzione di un sottopasso veicolare, i viadotti di Germagano e Funghera sono praticamente pronti. Ma c'è qualcosa che non va, come ammette senza tanti giri di parole Giancarlo Guiati, il presidente del Gruppo Trasporti Torinesi. I problemi sulla Torino-Ceres, una delle strade ferrate più vecchie d'Italia sono due: «L'impresa titolare dei lavori che ha rallentato i tempi in maniera inspiegabile e inaccettabile - sbotta Guiati che si riferisce al colosso Impregilo fino a poco tempo fa impeccabile nei tempi di consegna -. E poi quel pietrisco di amianto che è depositato lungo i binari e che adesso dovremmo rimuovere con tutte le precauzioni che occorrono». Sono questi gli intoppi abbastanza noiosi che continuano a ritardare l'arrivo del treno in valle.
«Ma se entro settembre non noteremo un'accelerazione dei lavori cercheremo di sciogliere il contratto con l'Impregilo e di affidare la direzione dei cantieri a un'altra ditta - avverte ancora Guiati -. In questi giorni, con il supporto del ministero dei Trasporti, stiamo valutando se l'operazione sia fattibile anche a livello giuridico». E poi rimane lo scarto di amianto presente soprattutto vicino alle gallerie. Pietre più o meno grosse che provengono dall'ex cava di amianto di Balangero. «Abbiamo sostenuto controlli e verifiche insieme ai tecnici dell'Arpa e l'emissione di particelle di amianto nell'aria è davvero minima - spiega ancora l'ingegner Lino Ponte, il responsabile della divsione infrastrutture Servizi Ferroviari del Gtt -. Ma comunque bisogna smaltirlo con ulteriori costi che non erano stati prevsiti. A questo punto non ci rimane che chiedere al Governo nuovi finanziamenti e sperare che non saltino fuori degli altri intoppi». Così, se la direzione di Gtt riuscirà a far rimboccare le maniche agli operai dell'Impregilo e lo scarto del «minerale killer» sparirà dai binari occorreranno dodici mesi per ultimare le opere nell'ultimo tratto di ferrovia, da Germagnano fino a Ceres. «Rimane solo da capire quando si inizierà a lavorare seriamente visto che per tutta la zona il treno rappresenta una risorsa alla quale si è già dovuto rinunciare per troppo tempo - termina Mauro Marucco, il presidente della Comunità Montana delle Valli di Lanzo -. Non accetteremo altre lungaggini».

Del 21/8/2003

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