Proseguendo in salita,sulla destra della carreggiata si eleva l'edificio del ex Albergo Regina ,ora purtroppo abitato da privati che pur avendo al tempo dell'acquisto assicurato che di li a pochi anni avrebbero riaperto almeno il bar,lo usano come abitazione e deposito dei mezzi pesanti inerenti la loro attuale attività.Fatto costruire all'inizio del 1900 dal Cav.Piccablotto era  dotato di ogni moderno conforto.Foto dell'epoca    1          2          3         4

L'Albergo Regina   gestito nei primi anni  da Bernardo Droetto e successivamente dal Sig. Giovanni Bella accolse nel periodo di maggiore auge pensionati e viaggiatori più o meno rinomati.Con il passare degli anni vi fu il succedersi di proprietari e gestori finché negli anni 1970 fu solo più aperto come ristorante e bar e successivamente solo come bar,sino ad arrivare alla chiusura definitiva nel 1980. A fianco con affaccio sulla strada il fabbricato di abitazione in cui vi era  al piano terra il negozio  della macelleria.

Proseguendo a salire verso la piazza  sempre sulla destra scorrono alcune case di abitazione più o meno ristrutturare,ora adibite a seconda casa  e aperte  in estate o fine settimana

Mentre di fronte  sulla sinistra della carreggiata si erge la casa che fu dei De Leon (trattasi della villa Lapiano edificata nel 1925)e ora di proprietà del figlio di un natio del posto

Foto dell'epoca    1

Successivamente  sempre  salendo sulla sinistra  all'inizio della curva  la casa che fu di Don Sivio Solero ,nato a Mondrone ,scrittore brillante ed acuto e noto per il libro "Storia onomastica delle Valli di Lanzo"
A fianco della casa il vecchio forno del paese ora ristrutturato (1985)dai soci del Circolo Mondronese, ancora funzionante è usato alcune volte nell'estate durante le manifestazioni.

Si apre davanti al forno un sentiero che era la prima e unica via di collegamento con Ala di Stura e la bassa valle, finché non venne costruita la strada carreggiabile(1881/1887).
Il sentiero inoltre porta alla gorgia( una delle più belle rarità della natura )tanto che  la sezione del CAI di Torino fece gettare un ponte in legno per facilitarne la vista,successivamente sostituito da uno in cemento armato(1928).
Il sentiero è nuovamente percorribile, infatti asportato  dall'erosione del rio delle Combette (o della Chiesa) durante la ricordata alluvione del 2000 è stato ripristinato nel 2006 con la messa in sicurezza delle sponde del torrente.
A fianco una  vecchia cartolina con immagine del primo ponte gettato sulla cascata

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