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ALLUVIONE OTTOBRE  2000



Nella notte fra il 15 e il 16 ottobre del 2000, l'alluvione che ha provocato danni ingentissimi in tutto il Piemonte e nella Valle d'Aosta, non risparmia neppure il nostro piccolo paese: Mondrone viene investito dall'enorme massa d'acqua dei tre corsi (Stura, rio della chiesa o Arian e rio del Cevré) che lo attraversano e il risultato è un paese sconvolto, isolato, rovinato in quello che di più bello c'era - prati, sentieri, ponti e strade - da una massa di fango e pietre.
Qui di seguito abbiamo voluto fornire un resoconto di quanto accaduto e della attuale situazione del paese, inserendo anche molte fotografie scattate da chi già è stato sul posto.
Per poter vedere le foto, è necessario cliccare sul link indicato fra parentesi, e si aprirà una pagina con le foto relative. Per tornare a questo testo, cliccare il link "Esci" a fondo pagina.

16 ottobre 2000: il disastro.

- La strada provinciale.
Succede tutto in poche ore: la pioggia battente e l'acqua che scende verso valle non danno tregua e la prima struttura a cedere è la strada provinciale.
In più punti, fra la frazione di Martassina e l'abitato di Mondrone, la strada asfaltata che attraversa una bella abetaia è crollata: per quasi 50 metri il tratto di provinciale spesso percorso anche a piedi o in bici, è inagibile e tutti i paesi, da Mondrone al Pian della Mussa, sono isolati (gruppo foto 1).

Oltre a questo, a pochi metri dall'abitato di Mondrone, una parte del muraglione di pietra che affianca la provinciale ha ceduto provocando una frana che ha coperto la strada e divelto il guardrail trascinandolo, con detriti e alberi, pochi metri più in basso (gruppo foto 2).

Ma il peggio, per noi mondronesi, deve ancora venire.

All'ingresso del paese, poco prima di casa Bernardi, nel punto ove tradizionalmente ha inizio la gara estiva della scarpalonga, il rio del Cevré, torrentello che raccoglie l'acqua (ben poca, in verità, perlomeno nel periodo estivo) del vallone sovrastante il paese di Mondrone e si getta nella Stura poco a valle, ha letteralmente travolto il piccolo ponte ad arcata unica che sorregge la provinciale e le tubature dell'acquedotto; fortunatamente, le tubature non sono state danneggiate, mentre per la provinciale non c'è stato nulla da fare: l'acqua ha trascinato via la vecchia costruzione in pietra lasciando, dove fino a ieri c'era la strada, una voragine di 10 metri circa (gruppo foto 3). Per poter giungere nel paese, quindi, si può solo passare sullo stretto tratto di erba sovrastante le tubature dell'acquedotto.

- La piazza del paese.
Giungendo sulla piazza del paese, si possono immediatamente vedere i danni causati dalla piena del rio della Chiesa: l'Arian, che nel periodo estivo raramente è più che un rigagnolo, è giunto fino a passare sopra al ponte della provinciale, danneggiando seriamente la struttura del ponte medesimo, come si può vedere osservando le crepe nell'asfalto vicino alla fontana della piazza (gruppo foto 4) e la parte di strada erosa a fianco del garage di proprietà Droetto Giovanbattista (Titin) (gruppo foto 5). Oltre a questo, poco più a monte, il fiume ha danneggiato il piccolo ponticello di legno in corrispondenza della casa Boffetta, anche esso parte del tracciato tradizionale della scarpalonga, ed eroso buona parte della strada (non asfaltata) che sale a fianco di casa Buzzi verso i Coudret e Sant'Antonio (gruppo foto 6).

- I prati verso la Gorgia.
La furia dell'Arian non ha neppure risparmiato i tanto amati prati e sentieri che conducono verso il ponte sulla cascata della Gorgia; lo spettacolo è sconvolgente: pochi metri dopo il locale del forno, il sentiero che conduce verso i prati della Gorgia è letteralmente tranciato, e al suo posto solo pietre, pietre, pietre: il rio dell'Arian si è, in sostanza, scavato un'altro letto a fianco di quello originario, passando nei pressi del campo giochi per bambini, portandosi via il sentiero, la recinzione del campo giochi e lo spigolo del muraglione del giardino della casa di Dino Droetto (ex casa Mollo, per noi più giovani...): gruppo foto 7.

Compiendo il giro attraverso i prati della Gorgia, è possibile osservare i danni causati dal rio Cevré poco più in basso rispetto al punto ove è crollato il ponte della provinciale: lo spiazzo a fianco alla chiesetta di S. Rocco (recentemente ristrutturata dalla paziente opera di Solero Ignazio), usato come punto di partenza della scarpalonga per alcune più recenti edizioni, è oggi un cumulo di massi e detriti (gruppo foto 8). Analoga sorte è toccata i prati, fiancheggianti l'Arian(gruppo foto 9), dietro alla piazza e nei pressi del cimitero (gruppo foto 10).   

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