Il clima delle valli


Come gli altri due rami delle valli di Lanzo, anche la valle di Ala, breve e delimitata da notevoli elevazioni, è soggetta alla risalita dell'aria caldo-umida dalla pianura piemontese che durante il periodo estivo si condensa in nubi cumuliformi pomeridiane; la miglior garanzia di sereno è dunque nelle ore mattutine.

Precipitazioni

Le piogge sono piuttosto abbondanti, generalmente alimentate dalle perturbazioni di origine mediterranea che si infrangono contro le Alpi. Al contrario, i fronti di provenienza occidentale portano precipitazioni limitate alle zone prossime al confine, mentre più a valle si trasformano in foehn, vento caldo e asciutto. Sia a Ceres che a Balme le precipitazioni annue sono nell'ordine dei 1350 mm, con massimo in maggio e minor contributo in inverno, e cadono in circa 100-120 giorni; a Balme il mese più asciutto è luglio. La buona dotazione idrica dei mesi estivi si traduce nel rigoglio dei boschi e dei pascoli che si mantengono verdi fino a tarda estate, a differenza delle vallate più asciutte delle Alpi interne. La parte bassa della valle può talora essere soggetta a precipitazioni di straordinaria intensità: il 5 novembre 1994 si registrarono a Ceres 440 mm di pioggia.

Innevamento
L'innevamento, modesto e discontinuo sotto i 1000 metri (a Ceres, 713 mt., in un anno si accumula circa 1 mt. di neve), cresce fino ai 3 mt. e 78 cm di Balme, a 1432 mt. di altezza, dove la neve copre il suolo per circa 130 giorni l'anno; più in alto, oltre i 2000 mt., l'apporto annuo è stimabile in 6-8 mt.. Sebbene alcune stagioni possano trascorrere quasi prive di neve al suolo, come l'inverno 1989-90 (peccato che in quell'anno tutta la neve cadde durante il periodo di Pasqua...ndC), non mancano nevicate in grado di oltrepassare i due metri in un paio di giorni. Si ricorda così l'episodio del 31 gennaio -2 febbraio 1986, oppure il lungo inverno 1971-72, quando Balme rimase isolata per settimane, sepolta sotto oltre 4 metri di neve. Le cronache del passato ricordano ancora le eccezionali nevicate del gennaio 1885 e del febbraio 1888, fonte di tristi vicende a causa delle innumerevoli valanghe che martoriarono la valle raggiungendo persino Ceres.

Ghiacciai
I ghiacciai sono leggermente più sviluppati rispetto alla limitrofa valle di Viù, nonostante si siano considerevolmente ridotti nel corso dell'ultimo secolo. Il più vasto è quello della Bessanese ma è in gran parte occultato da detriti morenici; molto più appariscente è quello della Ciamarella, piuttosto crepacciaio nella sua zona frontale.Tutti i ghiacciai comunque negli ultimi 30/40 anni si sono vistosamente ritirati,mettendo allo scoperto ampie zone moreniche.


L'osservatorio metereologico

La scienza metereologica fece precocemente ingresso in valle di Ala: fu per merito di Padre Francesco Dolza, studioso barnabita di Moncalieri, che a Balme, già nel 1876, fu inaugurato un attrezzatissimo Osservatorio Metereologico. Gli strumenti, acquistati con il concorso della sezione torinese del CAI per volere del noto alpinista Emilio Martelli, furono accuditi per molti anni dal parrocco, cav. D. Francesco Didier de La Motte. Dopo un'interruzione, le osservazioni ripresero nel 1913, quando ad opera del Servizio Idrografico Italiano fu installato anche il pluviometro di Ceres.

Temperature
La valle è perfettamente orientata su un asse ovest-est e pertanto presenta due versanti contrapposti, quello destro esposto a nord e dunque freddo e ombroso, dove tuttavia sorge il villaggio di Almesio privo di sole per tutto l'inverno, quello sinistro rivolto a sud e ben soleggiato, dove la neve scompare rapidamente e la temperatura è più mite.
Il Clavarino, nel secolo scorso riferisce che "
la temperatura media di Balme (...) sarebbe 5,32 centigradi, che è quella di Cristiania, capitale della Norvegia, a 59° di latitudine. Tanto in primavera quanto in autunno, e spesso anche nell'estate, non passano d'ordinario due giorni piovosi, senza che ricomparisca la neve sulla alte montagne, cagione di subitanei freddi; in conseguenza le messi ne' luoghi elevati sono frequentemente danneggiate dal gelo che le flagella in maggio e in settembre".

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