ASPETTI NATURALISTICI:
La vegetazione

La qualità delle acque
Delle tre valli dalla cui confluenza si origina la Stura di Lanzo la valle di Ala è quella intermedia. Il Pian della Mussa, l'ampia conca di origine glaciale situata alla testata della valle e dominata dai ghiacciai della Ciamarella, è nota per la qualità delle sue acque sorgive che hanno alimentato, e in parte continuano a farlo, l'acquedotto della città di Torino. Le rocce della valle sono incise da numerose forre scavate dall'azione erosiva dell'acqua formando suggestivi orridi come la gorgia di Mondrone; numerose cascate inoltre circondano il Pian della Mussa formando salti notevoli come la cascata di Balme.
Gli aspetti geologici della valle hanno caratterizzato, oltre all'aspetto del paesaggio, anche la storia secolare dell'uomo. Fin dal '300 piccole miniere di minerali di ferro e rame hanno costituito un'importante aspetto dell'economia valligiana, richiamando anche minatori e imprenditori provenienti da altre valli. In valle di Ala sono note quelle di Bellacosta presso Ceres e Le Curbassere (nella parte dedicata alle passeggiate vedi l'itinerario relativo) sopra Ala di Stura. Oggi le miniere sono abbandonate ma l'importanza scientifica dei ritrovamenti mineralogici richiama ancora studiosi da tutto il mondo.

La successione altitudinale della vegetazione
La vegetazione della valle è stata nei secoli modificata in maniera evidente dall'attività umana. La presenza di insediamenti umani è evidenziata dall'assenza del bosco in fasce altitudinali che altrove sono caratterizzate da questo tipo di vegetazione; al posto degli alberi impiegati per la produzione di legname ha preso il sopravvento il pascolo che, grazie al continuo sfalcio e utilizzo da parte del bestiame, è diventato la caratteristica predominante nel paesaggio di queste valli.
Il successivo abbandono e spopolamento della montagna che si è verificato in questo secolo ha favorito il cambiamento delle caratteristiche della vegetazione.
La successione altitudinale della vegetazione rispecchia, con le variazioni sopra citate, la classica distribuzione delle Alpi. A partire dai fondovalle i boschi di castagno e rovere sono limitati alle quote più basse, lasciando presto il posto al faggio. I versanti destro e sinistro orografico all'altezza di Ala di Stura sono caratterizzati da belle faggete, boschi piuttosto fitti e ombrosi dove il sottobosco non riesce a svilupparsi.
La fascia altitudinale successiva è occupata dalle conifere, tra le quali prevale il lance, che qui presenta una maggiore diffusione rispetto alla vicina valle di Viù. Sono presenti sporadiche pinete di impianto artificiale.

Due rare specie botaniche
Due endemismi della flora piemontese arricchiscono la flora della valle. La Paeonia peregrina, specie rara e a rischio di estinzione, ha proprio in valle di Ala la località dov'è più abbondante in Piemonte. La si può osservare facilmente nel mese di giugno tra gli ultimi tornanti del Pian della Mussa e non lontano nel recinto delle prese d'acqua dell'Acquedotto di Torino. La Campanula elatines è relativamente frequente in valle di Ala fra gli 850 e i 2150 metri di quota; la si può trovare salendo lungo il sentiero GTA ai laghi Verdi e sul sentiero che porta al lago Casias (nella parte delle escursioni, vedi i percorsi relativi).
A quote più elevate si incontrano le torbiere, ciò che resta del processo di interramento dei laghi alpini. In questo ambiente particolare, caratterizzato dalla presenza di acqua stagnante, le piante predominanti sono muschi e sfagni, accompagnati talvolta da piccole piante carnivore quali la pinguicola. Begli esempi si trovano al Pian della Ciavana, salendo al lago di Afframont (nella parte delle escursioni, vedi i percorsi relativi), e tra il Pian della Mussa e l'Alpe Saulera, sul sentiero che porta al Passo delle Mangioire (nella parte delle escursioni, vedi i percorsi relativi).


La fauna

Una grande ricchezza faunistica
Le condizioni ambientali e climatiche varie che caratterizzano questa valle, oltre a determinare una ricchezza di associazioni vegetali, costituiscono il presupposto fondamentale per una ricchezza faunistica tipica delle Alpi. Un tempo i boschi della valle ospitavano una fauna oramai estinta in quasi tutto l'arco alpino. Notizie di ciò ci vengono dai registri di vari comuni della zona che riferiscono delle cacce compiute dai duchi di Savoia nelle valli di Lanzo. Queste memorie parlano di battute di caccia a orsi e cinghiali risalenti a prima del 1700. Anche il cinghiale risulterebbe estinto dal XVII secolo; solo la recente introduzione a scopo venatorio di cinghiali di allevamento ha introdotto un'esplosione geografica di questa specie che oggi determina problemi di gestione. Gli esemplari rilasciati, frutto di incroci con maiali domestici e quindi più grossi e prolifici, oltreché più confidenti con l'uomo, hanno colonizzato ogni angolo della valle avvicinandosi molto anche all'abitato e creando problemi notevoli ai contadini.

L'avifauna
Nei boschi la presenza animale più evidente al visitatore è rappresentata oggi dall'avifauna. Tra le specie

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