Archeologia industriale

Nel corso dell'800 si assiste all'espansione dello sfruttamento dei giacimenti minerari, da sempre attività principale della valle
Nel 1823 inizia l'estrazione del ferro nella miniera di Alpe Radis, nel vallone di Lusignetto. Il minerale, dopo essere stato trasportato su slittoni lungo una mulattiera, veniva lavorato nella Fabbrica di Ala di Stura, dotata di pesta, laveria, forno e fucina, alimentata dalla centrale idroelettrica posizionata in fondo al bacino.
Le fonderie, alimentate dall'acqua della Stura, sono di solito di proprietà di commercianti, mentre le fucine, a gestione familiare, occupano fino a 16 lavoranti. Intorno all'edificio sono posizionate delle pietre di "lavés" (pietra ollare) con apposite scanalature, su cui il ferro viene lavorato e ridotto in chiodi. Questa attività è così importante che anche nei mesi dell'alpeggio viene praticata in una sorta di "fucina stagionale", ancora oggi leggibili nelle costruzioni abbandonate lungo i corsi d'acqua.


Le cave di pietra costituiscono un'alta fonte importante di occupazione
Nella valle troviamo differenti tipi di cave. Le "losere", da cui vengono estratte le lastre - lose - usate per la copertura delle case sono situate principalmente nella zona delle Curbassere (nella parte delle escursioni, vedi i percorsi relativi). Le tecniche estrattive si sono tramandate pressoché immutate dal Medioevo: lame di ferro di diverso spessore vengono inserite nelle venature della pietra per dividere le lose.
Altro utilizzo della pietra è per le molerie, le fabbriche di macine da mulino. I toponimi - Molar d'Ala, Molette di Balme - ci aiutano a ricostruire la localizzazione e la storia di questi insediamenti importantissimi per l'economia locale, tanto da essere tutelati fin dal Medioevo da appositi statuti. I mulini sono diffusi sul territorio e posizionati in prossimità dei corsi d'acqua, forza motrice degli impianti protoindustriali
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Gli impianti idroelettrici, creati a cavallo del '900, costituiscono il motore dell'industria

Con l'evoluzione scientifica del trasporto della forza per mezzo dell'energia elettrica, si rende possibile una localizzazione più facilmente accessibile degli opifici industriali. Nel luglio del 1900 la ditta Marsiglia ottiene la concessione di una derivazione nel tratto tra Ala e Ceres, con la presa d'acqua situata ad un'altitudine di oltre 1000 mt. ed un dislivello di 318 mt.. Questo impianto viene poi riunito con quello di Pessinetto dalla Società dell'Alta Italia in un'unica conduttura che corre in parallelo con la ferrovia, portando energia elettrica alla pianura.
E l'acqua, da sempre così importante in ogni campo della vita della valle, viene sfruttata anche per le sue qualità organolettiche e per la sua purezza nello stabilimento di Pian della Mussa.

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