nostri antenati: noi dovremmo meravigliarci davanti alla distinzione di quelle donne a alla bellezza pudica di quelle fanciulle, riservate e modeste eppure moventesi con tanta nativa grazia e disinvoltura in quell'ambiente insieme austero, cordiale e festoso, sull'incomparabile scenario dei nostro monti. Ma se per un magico incantesimo noi potessimo infiltrarci nelle loro feste, resteremmo imbarazzati per la nostra ignoranza delle loro tradizioni fedelmente osservate, e che ci riuscirebbe anche difficile partecipare alle loro conversazioni, perché il dialetto valligiano di quel tempo è così mutato da quello attuale, che non potremmo in parte neppure capirlo.
Vediamo ora di far la conoscenza con i Mondronesi del 500 o almeno con la parte principale di essi.
Primeggiavano i Droetto e i Colomba: Guglielmo Droetto il figlio Pietro, un altro Pietro Droetto con la moglie Caterina e famiglia, un Droetto Giacomo detto Mollua con la moglie Cristina e prole; un Francesco Colomba detto Dami con il figlio Giovanni, Maria Gindri e famiglia, la numerosa famiglia dei Petrato, una dei Bertoldo, una dei Michela, eforse ancora qualcuno dei Borello.
Ciò sappiamo da un documento del 1620.Ma in quest'anno Pietro Droetto, Pietro Colomba Damè e Maria vedova di Antonio Petratto avevano 80 e più anni d'età. quindi eran nati verso il 1540, e il lor padre Guglielmo. Francesco, ecc. erano dei primi anni del 500 o degli ultimi del 400.
Sappiamo anche alcune notizie dei loro patrimoni. Pietro di Guglielmo Droetto possedeva beni per scudi 300, Pietro Colomba fu Francesco per scudi 100, Maria vedova Petratti per scudi 100,Giovanni Colomba di Enrieto aveva scudi 200,Caterina moglie di Droetto Pietro fiorino 600, Cristina vedova di Droetto Giacomo fiorini 400 (dote matrimoniale); Giovanna Colomba scudi 100; Maria Gindri fiorini 400 (dote matrim.); Maria moglie di Francesco Colomba fiorini 800; Caterina Colomba fiorini 1000 di dote: in valore attuale di patrimoni domestici variavano insomma da un minimo di L.500 a un massimo di L. 20.666 (valore anteguerra): somme non disprezzabili, dato l'alto valore del denaro in quel tempo.
Nella seconda metà del 500 le famiglie mondronesi doveva no essere a nostro parere, una quindicina, con 70-85 membri.
Le case del paese dovevano essere 10 o 12. I due tronchi del paese erano uniti da un ponticelli di legno che stava alquanto più in su dell'attuale.
Una cappella dedicata a S.Pietro Apostolo era stata eretta forse fin dall'origine del paese. Era situata sul sito -più o meno- dell'attuale oratorio, ma la piazza le stava accanto e non davanti, che al posto dell'attuale ampio piazzale stendevasi un prato ripido e disuguale.
Nel 1607 il prete Giovanni Antoni Ecclesia da Mezzenile "fu richiesto dalli Sindici et Comunità di Alla a voler servire da Cappellano con l'obbligo d'andar a celebrare una volta la settimana nei giorni feriali a Balma et un'altra a Mondrone".È questa la prima notizia di una cappella a Mondrone.
La Chiesa parrocchiale era al Prussel d'Ala. Ma non dimentichiamo

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