Il Cimitero era situato davanti alla Chiesa e sul suo lato sinistro, con due cunicoli sottostanti, ancor visibili al presente. I fanciulli. come pure i sacerdoti, venivano seppelliti in un luogo a parte: per la sepoltura dei fanciulli si pagava 1 lira, e due per quella degli adulti. In quell'anno Mondrone aveva 108 anime.
Tutti s'erano comunicati a Pasqua; non si doveva lamentare alcuno scandalo, né pubblico peccatore. Era il curato il prete Giovanni Drovetto, mondronese. L'Arcivescovo scendendo a cavallo con il suo seguito lungo la "via pubblica" (vi grossi) passò davanti alla cappella di S.Rocco costruita di recente" a poca distanza dal borgo. Non era però l'attuale, bensì una cappella munita sulla facciata di un atrio aperto e sostenuta da due pilastri con cancello: detta "bella" dall'illustre visitatore.
POPOLAZIONE NEL 600 E NEL 700
 
La comparsa dei libri parrocchiali facilita, fino ad un certo punto, le ricerche di demografia e onomastica.
I registri parrocchiali d'Ala c'informano, per esempio, sui vari soprannomi che distinguevano i lignaggi numerosi.
I Drovetto si distinguono in Mollua, Guglielmi, Anrì e Audon; soprannomi d'origine patronimica derivati cioè dal Nob. Guglielmo, da Enrico e Oddone o Audone Droetto: frequenti in questo lignaggio i nomi Guglielmo, Enrico. Enrietto.
Talvolta il soprannome sostituisce il cognome: così nel 1610 Giovanni Battista Vigliermo non è che un Droetto dei Mollua o Muliva.
Anche i Colomba moltiplicandosi. dovettero distinguersi in vari rami: al principio del 600 erano i Colomba de Michiella, e sopratutto i Colomba Franseis e Lazar (dai patrominici frequentissimi Francesco e Lazzaro). Per lungo tempo i soprannomi Pechietto o Pechiotto, e Lazzaro si sostituirono al cognome: esempio, Domenico del fu Pietro Lazari alias Colomba (1619).
Numerosi i casati dei Petratto. Tre Enrieti de Petratis sposano: il primo Lucia Borello (1604), il secondo Caterina Genoa (1626), il terzo una Bona non meglio identificata, dal matrimonio nascono dal 1614 al 1620 Margherita, Caterina,Antonio e Anna: molto ricercate le figlie dei Petratti per matrimoni. Prima del 1650 questo lignaggio doveva avere una quarantina di componenti.
Gindri mondronesi, forse oriundi di Ceres (in origine Gindre) durarono a Mondrone per oltre un secolo.
La famiglia Bertoldo era quella di Pietro, padre di Michele procuratore dei mondronesi presso la Curia e la Corte di Torino nel 1620; e padre a sua volta d'un altro Pietro che nel 1624 sposò l'alese Maddalena Collino. Nel 1703 troviamo elencati tra i particolari di Mondrone gli eredi di Michele Bertoldo.

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