LA NUOVA CHIESA
 
La vecchia Chiesa parrocchiale, benché costruita solo da circa 150 anni, minacciava rovina.
L'Arcivescovo Roero di Pralormo, che visitò Mondrone nel1752, trovò la volta del presbitero e la parete di fondo pericolanti; il tavolato del soffitto pendeva nel mezzo; il campanile (che stava a sinistra della porta d'ingresso) aveva dovuto essere atterrato perché crollante, sicché le due campane giacevan per terra alla scoperto davanti alla chiesa.
La popolazione -con alla testa il Sindaco Gian Pietro Bertoldo, il Curato Don Giuseppe Ignazio Monino, i suoi Consiglieri e capi-famiglia- prese una decisione, la quale, considerati i tempi, può dirsi eroica: quella di costruire dalle fondamenta una nuova Chiesa parrocchiale. Ciò avvenne nel 1768.
I Mondronesi si sobbarcarono a grandi sacrifici per veder compiuta l'opera, che a loro stata tanto a cuore.
Comunque la Chiesa era fatta. E il giovane Arcivescovo Francesco Luserna Rorengo di Rorà -discendendo con il suo seguito da Balme per compiervi la sacra Visita- fu ricevuto dal Curato Don Monino, dal Sindaco Pietro Castagneri, dal Consiglio Comunale dalle Compagnie e dalla popolazione tutta, che al canto del bededictus l'accompagnò alla Chiesa.
Il Prelato la trovò tutta nuova e imbiancata, coperta di volta in muratura, lastricata di grandi pietre quadrate: v'eran già i due altari laterali, a sinistra quello della Madonna, con la statua lignea tutt'ora esistente, e contornato allora da tavolette dov'erano dipinti i 15 Misteri.
Dalla parte opposta stava l'altare di Sant'Antonio Abate con icone dipinte.

Il Cimitero era in parte sul piazzale e specialmente a sinistra della Chiesa

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