neppure accorgersene; e la sua figura fine, espressiva, spirituale, e nello stesso tempo regolare,riuniva in se tutto quanto un abile romanziere avrebbe potuto desiderare ai tratti della sua eroina. Io la feci notare a parecchi stranieri, e (ciò che più vale) anche a delle dame presenti; e tutti e tutte han giudicato su per giù come me.
Uno di cotesti stranieri ne giudicò anche più favorevolmente, perché ne riportò un ricordo persin troppo vivo per una semplice riminescenza. Ho saputo quest'anno ch'ella sta per sposarsi con un muratore di Balme".
Noi avemmo la curiosità di ricercare chi fosse questa gentile fanciulla mondronese, che fece girar la testa ad uno straniero avvezzo a viaggiare nel gran mondo. Le nostre ricerche riuscirono a buon punto: Domenica Droetto era figlia di Carlo Giusepe e Caterina Droetto di Chialamberto. La distinzione notata in cotesta fanciulla non fa stupore, perché le due famiglie -quella di Mondrone e quella di Chialamberto-  erano tra le più distinte della Valle.
D'altra parte -come abbiam già notato anche su testimonianze scritte d'illustri visitatori- il costume della Valle (che non era portato tutti i giorni) dava una fine distinzione alle donne e fanciulle dei nostri paesi.
Il nostro paese andò più volte soggetto alle alluvioni e alle valanghe (non è una novità... NdC), specialmente dopo le improvvide distruzioni di boschi che aprirono nei nostri monti le strade delle valanghe. Abbiamo già ricordato altrove l'alluvione del 1755, che distrusse una parte della casa parrocchiale ove erano conservati i libri parrocchiali. Ora vogliamo rammentare il 1845, anno tragico per le nostre Valli: il 16 gennaio Mondrone fu seppellita sotto una valanga. La neve fu tanta che coprì le case e la chiesa stessa; soltanto la punta del campanile sovrastava di pochi metri l'immensa frana e gli abitanti trovarono la loro salvezza salendo sul tetto delle case e di li aprendosi un varco fino alla punta del campanile: donde si calarono nella chiesa, e vi stettero fino a quando non poterono scavare nella neve i camminamenti necessari...La casa parrocchiale, posta allora sul torrente delle Combette, fu travolta; e vi trovarono la morte tre giovani studenti che stavano alla scuola del Prof. Don Bertoldo.
Vittima di questa valanga restò pure la bisavola paterna dello scrivente, Maria Caterina Martinengo vedova Gio. Battista Solero, di anni 60 circa: la quale rifugiatasi nella casa dei Boggiati che riteneva più sicura che non la propria, vi trovò la morte restando schiacciata sotto una trave, mentre invece la casa propria che aveva abbandonato rimase intatta.
Un avvenimento degno di nota dell'800: l'inaugurazione d'un ponte di legno sulla Gorgia di Mondrone. La Gorgia è una delle meraviglie d'Italia, anzi del mondo. Tutti i libri scritti sulle nostre Valli ne magnificano l'orrido stupendo, dantesco. Non staremo a ripetere le descrizioni che ne diedero il Bricco nel 1831, il Conte Francesetti nel 1823, il Col. Chiavarino nel 1867, la Savi Lopez nel 1886.
La posizione incomoda che bisognava prendere per vedere la cascata (e cioè occorreva stendersi a pancia a terra con la testa sospesa sull'abisso,e molte volte con un'altra persona che teneva per i piedi l'osservatore), fece nascere il

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