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pensiero di costruirvi un ponte: il che fu fatto nel 1878 per iniziativa della Sezione Torinese del C.A.I. Il ponte di legno -solido e pittoresco- fu inaugurato con una certa solennità, a cui avrebbe significato l'aver offerto in quell'occasione una piccozza d'onore e due mazzi di corde di Manila alla famosa guida alpina Antonio Castagneri di Balme (Toni di Tuni), come attestato di benemerenza per le ardite ascensioni già compiute dal Monviso, al Rosa, al Cervino. Nel 1910 il ponte di legno fu sostituito da un altro di cemento armato, forse più solido ma certo meno pittoresco. La Gorgia fu visitata da Principi, Prelati, Generali, scienziati, letterati, e da innumerevoli persone di tutte le condizioni sociali. La visitò nel 1896 l'Arcivescovo Davide dei Conti Riccardi, accompagnato da uno stuolo di fanciulli (fra gli altri lo scrivente) ch'erano stati da lui cresimati. La visitò nell'estate del 1931 Guglielmo Marconi, villeggiante in Ala; e così pure il Principe Luigi di Savoia, Duca degli Abruzzi, prima di tornare a morire nella sua Somalia. Parlando con lo scrivente questo augusto esploratore e pioniere si meravigliò di una forza così enorme, come quella della cascata, non fosse ancora stata utilizzata a scopi industriali. A differenza della Valle di Viù- ove fin dal Settecento si recavano a villeggiare distinte famiglie torinesi- la nostra valle non incominciò a essere meta di villeggianti che verso la metà dell'800. Il primo impulso a questo movimento fu dato dal padre dello scrivente, G.B. Solero, il quale -lasciato il suo impiego di contabile alla Camera di Commercio- esercì l'Albergo Caluso in Piazza IV Marzo a Torino; indi trasferitosi a Mondrone e costruita una nuova casa, aprì l'Albergo dell'Uja con tabaccheria e negozio di generi diversi, essendo insieme che albergatore, anche Sindaco e Giudice Conciliatore per molti anni. Altro iniziatore fu il Prevosto Don Burdino, che aprì nella casa parrocchiale una pensione la quale raggiunse poi ampia notorietà, fino ad ospitare un 70 villeggianti al giorno. Fra i villeggianti dell'albergo paterno ricordiamo Umberto Cagni, che fu poi Ammiraglio e compagno d'esplorazione con il Duca degli Abruzzi al Polo Nord. Nella pensione parrocchiale poi passarono commercianti, professionisti, industriali, ecclesiasti: fra i quali Mons. Giuseppe Re, Vescovo di Alba, e Mons Giuseppe Pizzardo oggi Cardinale di Santa Romana Chiesa. Don Burdino -con i Bruneri d'Ala e i Bricco-Camussot di Balme- fu uno dei primi pionieri del movimento turistico della nostra Valle, quando si era tracciata appena la carrozzabile Ceres-Balme. E giacché citammo i nomi di alcuni villeggianti illustri, vogliamo pure ricordare che soggiornarono a Mondrone, con le loro famiglie, l'Avv. Comm. Piero Richelmy, fratello del pio Cardinale Arcivescovo di Torino; il Nob. Comm. Ing. Giovanni Gabriello Gorino-Causa, noto per essere stato il primo introduttore in Italia del calcestruzzo armato sistema Hennebique; l'Ing. Gorino fu anche un buon architetto e con il figlio prof. Mario, possedette per alcuni anni
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