una villetta a Mondrone... Un villeggiante illustre fu recentemente il Prof. Piero Barocelli docente dell'Università di Roma, insigne archeologo e scienziato.
Ricordiamo poi il notaio Dott. Torretta, i clinici Prof. Alvazzi del Frate Mercandino, il Prof. Franco De Macchi, pittore, gli ingegneri Torretta e Sulliotti, il Prof. Dott. Giuseppe Matli, Primario radiologo all' Ospedale San Giovanni di Torino.
Due rarità mondronesi - dopo la Gorgia che è la più stupenda - meritano ancora un cenno.
Una è la fontana del Pianard, gelida e purissima (quattro gradi di durezza) già ricordata dai più vecchi descrittori della Valle. Francesetti scrisse nel 1823: "Questa sorgente gode della più grande celebrità nella Valle,... et il faut avouer que son eau este vraiment excellente". Goffredo Casalis nel 1843 la chiama "fontana rinomatissima". Una società iniziò lavori per l'industrializzazione di questa fonte, lavori attualmente interrotti (e mai più ripresi, NdC).
L'altra caratteristica è l'Uja, che domina tutta la valle da Ceres a Mondrone con la sua mole imponente, da Chialambertetto a Balme con le sue balze scoscese e rocciose, minaccianti frane, valanghe e rovine. La sua vetta aguzza fu raggiunta per la prima volta nel 1873 dall' Ingegnere Catastale Tonini. Oggi la vetta è incoronata da una rupestre edicola con immagine della Vergine e del Bambino, eseguita dal pittore Prof. Franco De Macchi, e da lui stesso portata e murata sulla cima - in pio pellegrinaggio alpinistico - nel settembre 1937. (Ora tale edicola non esiste più, distrutta dal tempo e dagli eventi atmosferici. NdC)

Madonna delle nevi,
O Vergine che levi
su le alte cime
i tuoi perenni altari,
benedici le graggi e i casolari.

 
DESCRIZIONE DEL PAESE
 
Mondrone non ha di bello che la sua solatia posizione, adagiato com'è in una larga prateria smeraldina e dominato dalla torreggiante mole dell'Uja. Non esistono opera d'arte, ma la natura vi ha profuso a piene mani i suoi incanti.
Alcune vecchie e caratteristiche case recano ingenue pitture, eseguite da Andrea Baglione nel 1876. La casa di Solero Bogiattin, presso il ponte (ora di proprietà Rosa Bruno, figlio di una Solero. NdC) è decorata da un affresco rappresentante la fuga in Egitto. L'antica casa del Colomba, dietro l'abside della chiesa porta dipinta su una parete l'immagine della Vergine Ausiliatrice  e ne fu committente il benefattore Colomba Giuseppe, per "grazia ricevuta nel 1848": e ciò per essere ritornato sano e salvo dalla prima guerra d'Indipendenza italiana (attualmente il dipinto non è visibile perché coperto durante la ristrutturazione

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