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della casa. Sull'antica casa di Castagneri Battistino fu Giovanni detto Grana è dipinta una Madonna con bambino con sullo sfondo Mondrone: la pittura del Mantovani porta la data del 1956, NdC) La casa -già delle damigelle Bricco- in fondo al paese, (ora restaurata e di proprietà Gentilini, Camurati.NdC) reca dipinta sulla facciata una bella meridiana, in alto un paesaggio con sette stelle, a sinistra la immagine della Consolata e a destra quella dell'apostolo S. Pietro. È la tipica casa alpina dei benestanti dell'800. Una meridiana che fu per molti anni di pubblica utilità ai Mondronesi, perché segnò loro le ore quando gli orologi erano ancora sconosciuti fra noi, fu quella fatta dipingere dall'Economo Don G.Bricco di Martassina, prozio materno dello scrivente, sul lato a mezzodì della Chiesa, sopra la porta della sacrestia. Oggi è molto deteriorata. Le pitture migliori sono certamente quelle che decorano internamente la Chiesa parrocchiale e che furono eseguite dal Cav. Luigi Peracchione-Lor del Pian del Tetto per commissione del prevosto Don Burdino. È un peccato che non sia stato conservato l'antico quadro. che faceva da icona all'altar maggiore. Il paese cessò di essere Comune indipendente nel 1928, essendo stato aggregato al Comune di Ala dal Governo Fascista. La sua autonomia durava dal 1621. L'ultimo Sindaco (Podestà) fu il Sig. Angelo Solero fu Domenico (m.1935). Con la morte del Prevosto Don Burdino anche la Parrocchia vacò per 11 anni, e in questo tempo fu retto dai Prevosti di Balme. D'inverno il paese è quasi spopolato, non restano che una settantina di particolari. Gli altri mondronesi vivono stabilmente a Torino, dove parecchi di essi esercitano vari impieghi e professioni ed alcuni riuscirono anche a conseguire titolo, diplomi e lauree. Difatti parecchi figli di questo paese han saputo distinguersi negli studi o crearsi onorate posizioni sociali. Ricordiamo il Sig. Giacomo Droetto della Congregazione delle Missioni, Professore nel collegio vincenziano di Scarnafigi; Ing. Giuseppe Droetto, (Pinin) il primo mondronese che abbia conseguito la laurea presso il Politecnico Torinese. La maestra Maria Secondina Solero, per molti anni insegnante alla scuola di Martassina e poi di Uggiate (Como); il suo nipote Geom. Luigi Solero che ha uno studio tecnico aperto a Torino; la proff.ssa Giacomina Solero di Giovanni (Neti) docente di ragioneria nelle scuole medie di Torino; la Rag. Ernestina e i geometri Domenico e Giacomo Solero (quest'ultimo anche ottima guida alpina) figli di Oreste e di Annetta Martinengo... Solero Battista, trasferitosi molti anni or sono da Mondrone al Villar d'Ala, vi impiantò una ben avviata segheria con mobilificio, e i suoi figli Domenico e Giuseppe ne continuano la professione ad Ala ed a Torino. Solero Giovanni esercisce un apprezzato calzaturificio in città. Altri tengono laboratori, praticano artigianato e commercio, sono applicati in buoni impieghi... Insomma una popolazione piccola ma sveglia ed attiva, che sa farsi onore.
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