Pian della Mussa, arrivano i fondisti
Primi risultati per la pista data in gestione ad alcuni maestri




BALME

Al Pian della Mussa è finita l'era dello sci di fondo selvaggio e gratuito. Proprio così. Da qualche giorno il suggestivo anello lungo una quindicina di chilometri che si snoda tra i larici ai piedi dell'Uia di Ciamarella è gestito dalla neonata associazione "Tracce d'Avventura": cinque soci di cui due maestri di sci.
Adesso per mantenersi in forma e cercare di imitare la campionessa olimpionica Stefania Belmondo sarà necessaria un'offerta che parte da 3 euro. «Giusto per pagarci qualche spesa. E' un ingresso minimo visto che in altre stazioni si sborsano 5 o 6 euro e anche di più», spiega Stefano Verga, il presidente di "Tracce d'Avventura". Che continua: «Ci siamo buttati in questa impresa in accordo con il comune di Balme che ci ha fornito un gatto delle nevi e una motoslitta. Abbiamo battuto e separato i percorsi e piazzato della cartellonistica per segnalare i tracciati, ma da fare rimane ancora parecchio».
Già. Intanto i primi giorni della nuova gestione hanno fatto registrare un'impennata dell'utenza visto che ieri, con la colonnina di mercurio qualche grado sotto lo zero, sono saliti ai 1800 metri del Piano della Mussa una sessantina di fondisti. «E per noi questo è positivo perché significa che quando il sole scalderà e abbronzerà arriverà molta più gente - dice soddisfatto Gianni Castagneri, il sindaco di Balme, l'ultimo centro della Val d'Ala - anche se il nostro turismo rimane sempre di nicchia, lontano dai grandi numeri di altre stazioni invernali».
Così finalmente sulla pista di fondo scivoleranno solo le lame degli sci e spariranno le impronte delle racchette, i solchi delle slitte trainate dai cani e le scarpate di decine di escursionisti. «Infatti sono state tracciate delle corsie dedicate esclusivamente ai pedoni e agli sciatori in modo da garantire anche una maggior sicurezza - continua Verga che al Piano della Mussa tiene pure delle lezioni per chi vuole affinare la tecnica dello sci nordico sia in pista che su neve fresca -. Nei prossimi giorni cercheremo di allestire una biglietteria a Balme e di ricavare uno spazio riscaldato per gli atleti che vogliono cambiarsi».
Arrampicarsi fino al pianoro dove nel secolo scorso, per la prima volta, l'ingegnere svizzero Adolfo Kind assicurò ai piedi un paio di assi di legno e dove è aperto anche il rifugio Città di Cirié, è semplice. La macchina si parcheggia a Balme dove al villaggio Albaron si noleggiano sci, scarpette e racchette spendendo solo 8 euro. Poi, dal primo dell'anno, è possibile salire a piedi lungo il vecchio sentiero usato dai messaggeri romani per raggiungere le Gallie, disboscato e allargato dalle ruspe solo da qualche mese. «Attraversando la frazione di Bogone si impiega una quarantina di minuti, molto di meno del tempo che occorreva scarpinando attraverso i tornanti della strada provinciale che, ovviamente, è chiusa al traffico», dice ancora Castagneri. Una volta che ci si affaccia alle prime baite del Piano della Mussa non rimane che gettarsi in mezzo al bianco accecante.

Da LA STAMPA  del  7 gennaio  2003

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