ALCUNI IPOTIZZANO ESPLOSIONI NELLA CONFINANTE VAL D'ISÈRE. UNA STAZIONE SISMICA DELL'ARPA SARA' PIAZZATA NELLA ZONA

Il mistero dei boati nella Val Grande di Lanzo
Il fenomeno si ripete sempre alle stesse ore e con la medesima intensità



GROSCAVALLO


In Val Grande di Lanzo sono tornati a rimbombare nell'aria dei boati misteriosi. Come un eco di forti esplosioni proveniente dalle Alpi Graie imbiancate.
Nei giorni scorsi li hanno sentiti nitidamente soprattutto i residenti delle frazioni di Bonzo, Migliere e Pialpetta di Groscavallo e addirittura qualcuno nel comune di Chialamberto.
Sempre alla stessa ora, all'alba dalle 6 alle 8.30 e intorno alle 17 e sempre con la stessa intensità. E adesso, come nel marzo di cinque anni fa, tutti si arrovellano intorno ad un interrogativo: cos'é che provoca questi «colpi»? Non si sa.
Ai piedi delle Levanne e nella confinante Valle dell'Orco non c'è nessun cantiere aperto. Scosse di terremoto? Impossibile perché i centri meteosismici regionali avrebbero lanciato l'allarme da tempo.
E, secondo i glaciologi, non sono nemmeno frane, valanghe, slavine o crolli sotterranei di assestamento. No, è qualcosa di diverso. «Questi boati si propagano chiaramente dalla Val d'Isère - ammette Giuseppe Giacomelli, assessore all'Ambiente della Comunità Montana delle Valli di Lanzo -. Ma io non dico più nulla riguardo alla faccenda». Spiega: «Cinque anni fa ipotizzai che le esplosioni che provenivano da Oltralpe potevano essere delle cariche di esplosivo utilizzato dai francesi per scavare dei tunnel dove seppellire delle scorie radioattive, dei rifiuti tossici e in molti mi accusarono di fare del terrorismo psicologico, di voler affondare la valle con allarmi e timori ingiustificati, quindi».
Quindi la storia si ripete. «Non siamo certi di nulla anche perché non si sono registrate delle vibrazioni» frena subito Mauro Marucco, il presidente della Comunità Montana delle Valli di Lanzo. «Chi può dire - si chiede Marucco - che questi boati non siano provocati dai reattori di cacciabombardieri dell'areonautica francese impegnati in esercitazioni in mezzo alle montagne?».
Supposizioni che, nelle prossime ore, attraverso la prefettura torinese, Marucco esporrà alle autorità francesi di Gap che nel 1999, sollecitate dagli amministratori valligiani preoccupati dai colpi, risposero: «Da noi non succede proprio nulla». Intanto il consigliere regionale Giancarlo Tapparo (Unione Civica Riformatori) ha presentato un'interrogazione urgente al presidente del consiglio di Palazzo Lascaris Roberto Cota nella quale chiede di mettere in atto tutte misure necessarie per conoscere l'origine dei forti boati.
A cominciare dal piazzamento di una stazione sismisca di rilevazione dell'Arpa simile a quella che è stata sistemata al Lago Serrù, in Valle Orco. «Infatti ci muoveremo in questa direzione - chiudono Marucco e Giacomelli - e solleciteremo i tecnici dell'Arpa affinchè con i loro strumenti tentino di catturare e classificare questi botti».

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