L'alluvione del 2000 per la quale si era verificato una  notevole esondazione dal torrente RIO CEVRE' con interessamento e danneggiamento  di strade,campi e abitazione del paese era servita a rimarcare che si trattava comunque di un evento  preannunciato  viste le precarie condizioni  delle sponde dell'alveo e che per come la memoria storica dei fatti ci ricorda  ogni diversi anni il torrente in occasione di piogge violenti e prolungate in particolare nella zona a monte del paese verso l'Uia (trattandosi di un corso d'acqua a puro carattere torrentizio) si ingrossa a dismisura e  frequentemente fuoriesce dagli argini causando danni e disagi.
Precisato quanto sopra
si da atto che nel 2003 si provvedeva finalmente ad un arginatura sulla destra orografica  del torrente giustappunto per proteggere la zona nord/nord-est del paese dalle probabili  esondazioni, in tale occasione si provvedeva a  elevare la sponda con una massicciata  continua atta a migliore lo scorrimento delle portate di piena in alveo, in tale occasione si eliminava  il passaggio per i mezzi agricoli verso la sponda opposta che creava una zona di rischio.
Ora pur attuando un opera di interesse per i locali, che possono nuovamente raggiungere con i mezzi agricoli i terreni al di la del torrente, verso  le frazioni Sardi e Laietto, ritengo  si sia nuovamente  ricreato uno stato di pericolo.
L'attraversamento del torrente è stato fatto con un guado del tipo  a corda molle e per fare ciò si è dovuto riaprire un varco lungo la continuità della massicciata per favorire la discesa dei mezzi verso il guado, sembra quasi si sia voluto aprire un canale nel quale la violenza dell'acqua in particolari condizioni di eccezionalità potrà troverà sfogo riversandosi giù per la strada e i prati con tutte le conseguenze negative già sopportate in precedenza.
Ci si chiede  se effettivamente di tale passaggio non se ne potesse fare a meno, ma visto che riveste carattere di  priorità per i locali, ci si chiede per quale motivo non sia stata trovata un'altra soluzione.Si poteva provvedere alla posa di una passerella o ponticello ad arco,certamente più costoso ma  che se eseguito con criteri non di precarietà  e con la tecnica necessaria sarebbe risultato duraturo  e definitivo nel tempo, in tal modo non sarebbe stato necessario aprire nuovamente il varco nella massicciata  interrompendone la continuità  che è uno dei fattori tecnici prioritari per la funzionalità delle massicciate e quindi per  il contenimento delle masse d'acqua.
Ci si chiede inoltre se l'opera attuale  sia stata eseguita dopo uno studio attento della situazione del luogo e della storia idrogeologica del rio Cevrè  e in seguito a progetto e indicazioni di un tecnico o se semplicemente è stato affidato il compito all'esecutore materiale che ha provveduto ad attuare il transito secondo il suo modo di vedere e concepire il guado senza alcun fondamento tecnico.

Appena possibile ritengo di attivarmi per accertare che quanto fatto rispecchi le norme tecnico giuridiche e di sicurezza necessarie per l'esecuzione dell'opera in oggetto, e mi riprometto di renderne partecipi i frequentatori del sito


Quanto scritto rispecchia solamente un mio punto di vista  -   Ferrea Claudio

Home page                                                                                       Indietro