più rappresentative ricordiamo le cince, il fringuello, lo scricciolo, i luì, la capinera, gli zigoli e il crociere, dal classico becco incrociato che utilizza per aprire le pigne. Anche molti piccoli mammifieri popolano questo ambiente, soprattutto ghiri, scoiattoli e altri piccoli roditori, che insieme ai piccoli uccelli rappresentano un'importante risorsa alimentare per i predatori del bosco: ricordiamo tra i mammiferi la faina e tra gli uccelli l'astore, lo sparviero e la poiana. La morfologia del territorio, caratterizzata da numerose grotte, favorisce la presenza di animali difficilmente incontrabili ma di grande importanza ecologica: i pipistrelli. Il numero di questi insettivori è ormai da anni in notevole regresso sia per l'uso massiccio di insetticidi nell'agricoltura, che si accumulano nel loro organismo attraverso le prede, sia per il disturbo diretto alle loro colonie situate negli anfratti rocciosi.

La colonia di stambecchi
Oltre il limite della vegetazione arborea il pascolo alpino caratterizza il paesaggio. Piccoli passeriformi quali il sordone, il culbianco, l'allodola e il codirossone dividono le risorse di questo ambiente con le marmotte e i grandi ungulati alpini. La colonia di stambecchi presente in valle di Ala, la più grande di quelle presenti nelle valli di Lanzo, è l'unica, oltre a quella francese del Parco de La Vanoise, che ha colonizzato spontaneamente un territorio esterno al Parco Nazionale del Gran Paradiso. Non è difficile osservarli salendo dalle Grange della Mussa verso il lago del Rhu (nella parte delle escursioni, vedi i percorsi relativi).


L'aquila reale
Le marmotte sono la classica preda dell'aquila reale che, pur frequentando i pascoli come territori di caccia, nidifica nelle pareti rocciose di media quota. Questo grande rapace occupa territori di caccia molto vasti, circa 100 kmq; questo fatto limita il numero di coppie presenti nella valle a poche unità. Malgrado il basso numero e la loro grande mobilità, le notevoli dimensioni rendono questa specie facilmente osservabile e riconoscibile. In particolare nei mesi invernali è possibile osservarne diversi individui contemporaneamente.

Architettura montana


Le case contadine nella valle di Ala

Ceres, Ala di Stura, Balme e le numerose frazioni che si incontrano lungo il versante sinistro orografico della vallata, maggiormente soleggiato nei mesi invernali, costituiscono i nuclei dì residenza contadina permanente. A più elevate altitudini troviamo, invece, un sistema di stazioni di alpeggio, chiamate alp, gias e ciavane, dove i contadini si trasferiscono con il bestiame, verso la metà di agosto, in cerca di erba fresca. Stupenda è la conca dell'Alpe della Ciamarella (nella parte delle escursioni, vedi i percorsi relativi), a 2114 metri, sopra il Pian della Mussa, nel comune di Balme.
Le dimore contadine della valle d'Ala riprendono elementi tipici dell'architettura rurale comuni alle tre valli di Lanzo. L'edificio si compone di una parte abitativa e di una rustica, unite sotto lo stesso tetto. Al piano terreno troviamo la stalla, la cantina denominata
crutin dove vengono conservati prodotti caseari e latte, e, a volte, la cucina; al primo piano è situata la zona di abitazione che comprende più vani, a seconda delle esigenze del nucleo familiare; il sottotetto è adibito a fienile, a cui si accede dall'esterno, e a deposito di attrezzi e di prodotti agricoli. La posizione dell'abitazione, tra stalla e fienile, permette un maggiore isolamento termico durante i mesi freddi.

I materiali da costruzione
I materiali da costruzione usati sono quelli maggiormente reperibili in valle: pietre a secco per i muri, legno per le strutture e sovrastrutture interne ed esterne, per le travi e la piccola orditura del tetto che è formato da lastroni di scisto, lose, di diversa grandezza. La facciata principale, in genere esposta a mezzogiorno, è ornata da sporgenti balconate in legno che fungono da essicatoi per l'erba.
Le frazioni più interessanti
Magnifici esempi di case contadine sono visibili nelle frazioni, di origine mineraria, Frè (1495 mt.) e Chios (1557 mt.), raggiungibili in auto da Balme; a Pian del Tetto (1150 mt.) e a Villar (1076 mt.), nel comprensorio di Ala di Stura, dove si possono ammirare belle balconate ed elementi decorativi e pittorici di pregio; a Bracchiello (860 mt.), nel comune di Ceres. Quest'ultima frazione è una delle più interessanti delle valli di Lanzo per la tipicità degli edifici e la ricchezza di particolari costruttivi. Le abitazioni, costruite tra il XVI e il XVIII secolo, riflettono una cultura della casa non locale, importata, probabilmente, dalla famiglia Penna di origine biellese o valsesiana. I Penna, muratori, operarono in questa zona per generazioni, firmando le loro costruzioni con dei ricorsi di pietre sfalsate a 45°, a forma di penna.
Nel paese si può tuttora individuare la casa del tornitore, con la ruota del tornio posta sopra un balcone, la casa del serraturaio, con grosse finestre al piano terreno per ben illuminare il laboratorio e una ruota da mola nel sottotetto, la casa del cappellano e un antico edificio del XVI secolo, come attesta un affresco in facciata, con una fucina per la fabbricazione dei campanacci.

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