dove già stava l'antica parrocchiale e dove ora si sta erigendo l'oratorio dei Confratelli di S.Croce. Intanto questi Confratelli si raccoglievano ogni domenica a cantare l'ufficio della B. Vergine nella stanza sovrastante al presbiterio, con ingresso dalla parte del campanile (divenuta poi sala comunale).
In questa stanza-oratorio L'Arcivescovo, volendo consacrare la nuova chiesa, pose le reliquie dei Santi portate da Torino. e i Mondronesi si recarono per turno nella notte a venerarle.
Il mattino seguente, festa di San Bartolomeo Apostolo, ritolte le Reliquie predette, l'Arcivescovo procedette alla solenne consacrazione dell'altar maggiore della chiesa, poi celebrò la Messa Pontificale; nel pomeriggio e nel giorno seguente, predicò, amministrò la Santa Cresima, si recò in una casa del paese a cresimare un fanciullo ammalato, fece più catechismi, tutti trovando bene istruiti nelle verità della fede... V'erano allora a Mondrone anime 250; non esistevano bestemmiatori, concubini, usurai, pubblici peccatori... Bei tempi!
In questa circostanza il pio e generoso Arcivescovo diede ai Mondronesi il loro primo e vero Parroco nella persona del sacerdote Giuseppe Ignazio Monino. Lo afferma la Relazione della Visita Pastorale: Mons. Rorengo di Rorà,consacrata la nuova Chiesa, si ritirò nella casa parrocchiale e procedette all'esame dell'economo. E dopo aver inteso anche il parere di persone prudenti del Borgo, decise di erigere in vera parrocchia Mondrone, staccandola del tutto da quella di Ala; e rilevando come "l'economo non sia il vero pastore del popolo" designò pastore del popolo Mondronese "il sacerdote Gius. Ignazio Monino, che si è fin'ora a noi molto commendato per prudenza, pietà, dottrina, amore alle anime".
Bellissimo elogio sulle labbra d'un Prelato ben noto per la sua rettitudine e sincerità.
Don Gius. Ignazio Monino era nato ad Ala nel 1733, da una famiglia esemplarmente cristiana del Pian del Tetto, dall aquale era già uscito un sacerdote -Carlo Antonio- zio di Gius. Ignazio, e Cappellano di Ala negli ultimi decenni del Seicento. I Monino, ottimi artigiani che tenevano alla Mason un'officina per la lavorazione del ferro, godeva d'una certa agiatezza. Gius. Ignazio fu mandato a compiere gli studi nel Seminario Metropolitano di Torino, sotto la guida del grande Rettore Abate Mitrato Gian Pietro Costa da Usseglio, incomparabile Maestro del Clero Torinese.
Ordinato prete nel 1758 dal Card.Arcivescovo Gio Battista Roero di Pralormo, trascorse in parte nella sua patria i primi anni anni del suo ministero. A 34 anni gli fu affidata la cura di Mondrone, dove patrocinò con tutte le sue forze la costruzione delle nuova Chiesa e dell'Oratorio. e a sue spese ampliò la casa parrocchiale, nella quale egli viveva insieme con una sua sorella nubile.
Questo pio Pastore, caro a' suoi Prelati e a' suoi parrocchiani, morì nell'età ancora immatura di 57 anni, dopo 22 anni di zelantissimo ministero parrocchiale, fra il pianto del suo gregge devoto.
Una melanconica nota scritta dall'economo Francesco Antonio da Torino, Cappuccino, lo dice morto "carico di meriti ma non di anni" il 31 gennaio

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