Questi cavernicoli e capannicoli della preistoria furono i primi abitanti delle nostre valli. Ecco un'affermazione che ci pare sicurissima.
Basterebbero a rendercene certi i nomi antichissimi dati a molte località delle nostre Valli: nomi che sono d'origine ligure-celtica. Esempio: Lans, Coaxolio, Sturia, Lemie, Canturia, Ala. Ma più che tutto i detti nomi si riferiscono a località elevate: Arnass, Moross, Tovo, Albaron, Neviant (Ceres), Armenteres (Mondrone) e nello stesso territorio di Ala: Figeri, Vertea, Verdeiss, Pansniss, Malatrait (questo ripetuto in Val Grande e in Val di Susa) e chissà quanti altri.
Tali nomi, che dopo migliaia di anni risuonano ancora sul labbro dei Valligiani, sarebbero inspiegabili se genti liguri-celtiche non avessero abitato queste Valli (...).
Ma è da notare che in origine, e forse per secoli, le nostre valli erano percorse da pecorai nomadi chi vi salivano soltanto nella buona stagione, per tornarsene poi a svernare nelle pianure. Essi soggiornavano sulle dorsali dei monti che fiancheggiavano le valli ricoverandosi sotto le balme e soltanto dopo molto tempo si costruirono i primi abituri (ciavànes), su quegli alpeggi che parevan più fertili e accessibili: e furon queste le prime abitazioni umane delle Valli (...).
In un terzo tempo, che non sapremmo precisare, sorsero a mezza costa dei monti i primi aggregati di capanne, o grange, all'altezza più o meno di Gisola, Col San Giovanni, Niquidetto, Pian di Ceres, ecc.
Finalmente in un'ultima stazione, e certo lungo il primo millennio cristiano, si formarono i vari borghi delle Valli più o meno sul sito dove si trovano attualmente.
Quindi la vita nelle nostre Valli non sviluppò dal basso all'alto -dai borghi attuali alla grange e alle alpi- ma al contrario cominciò nella notte dei tempo prima sugli alpeggi per scendere poi alle grange e infine ai borghi attuali.
La ragione è semplicissima:il fondo delle nostre Valli, in tutta la sua lunghezza era occupata da una discontinua successione di laghi: i primi situati nelle conche del Pian della Mussa, il Pian di Usseglio e in quella del Forno e ultimo in quella di Germagnano; laghi alimentati dagli enormi Ghiacciai le cui acque scendevano a versarsi nella Stura.Ciò spiega perché il fondo delle Valli fosse inabitabile.
E v'era di più: i due fianchi delle Valli lambite dalle acque eran tutte una foresta fittissima e selvaggia, che ad-dirittura intercettava la luce del sole.
La non si poteva abitare. Le selve eran piene di belve ruggenti; perché a mano a mano che nella pianura taurina erasi temperata la rigidezza del clima, s'eran venuti ivi moltiplicando i bovidi, i cavalli, i maiali; ma orsi, lupi, cinghiali s'eran ritirati nelle Valli inalpine e insidiavano la vita dei radi coloni; mentre rettili dal mortifero morso appiattavansi nelle umide foreste, e in alto roteavano aquile, falchi ed altri uccelli da preda.La vita era una durissima lotta cotidiana, e l'uomo non aveva altr'arma che la clava e la fionda.…

Era quindi naturale che gli antichi coloni seguitassero a stare in alto, sugli al-

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