Edizione del 17 novembre 2000
- Per Balme e Mondrone è ancora isolamento.
ANCORA PROBLEMI SULLA STRADA

A distanza di un mese l'alluvione continua ad arrecare danni in Valle. E non sono tanto le case che crollano o gli smottamenti che continuano ad invadere le strade anche dopo le piogge degli ultimi giorni, ma l'incalzante mancanza di ogni genere di servizio a costituire il vero e continuo danno che l'alluvione ancora ogni giorno reca con sé per gli abitanti di tutta la val d'Ala ed in particolare per i più lontani: quelli di Balme e Mondrone, ancora (e di nuovo) fisicamente separati dal resto del mondo dalla mancanza di una strada praticabile. Quando si arriva a Martassina, ci si deve dimenticare di essere nel XXI secolo: si recuperano cariole, carretti, bob e zaini, e si torna a caricare a braccia o sulle spalle qualsiasi genere di necessità: pane e generi alimentari, posta, giornali e medicine per gli anziani.
E' la processione che si ripete ogni mattina alle nove, quando sul piazzale di Martassina arriva la corriera che scarica tutti i generi che commercianti e abitanti hanno ordinato, , e che si caricano per portar oltre quel km di strada distrutta.
Sembra di essere nel 1800.
E la
nuova strada, aperta la settimana scorsa? "E' vero che si può percorrere con i fuoristrada- dicono gli abitanti del luogo -, ma lo si fa a proprio completo rischio e pericolo; è un serpente di fango e terra che non sempre si è sicuri di superare".
Perché non si è provveduto ad intervenire immediatamente sulla strada franata, cercando di allargarla ripristinando almeno un senso di marcia?
Perché si è voluta costruire una nuova strada che non può per ora essere completata, che non serve a nessuno, e che, fatto estremamente grave, ha inevitabilmente rovinato i prati intorno alla Stura?
Oltre a questo, vogliamo segnalare un altro aspetto che non può  essere trascurato. Sembra quasi certo che il Comune di Ala non abbia assolutamente intenzione di ripristinare il funzionamento del
lavatoio di Mondrone: può sembrare una cosa trascurabile, per noi villeggianti, ma per gli abitanti è importantissimo, e non poche sono le proteste in questo senso.
(notizie tratte da "Il risveglio del 16/11/2000)
SC


- Qualche riflessione e un invito al dibattito.
LETTERA DI UN MONDRONESE

Pubblico volentieri qui di seguito un contributo inviatoci via email: condivido pienamente le considerazioni espresse, e, soprattutto il fondatissimo timore che Mondrone venga dimenticato da una amministrazione comunale che si è dimostrata finora abbastanza insensibile alle esigenze espresse dai villeggianti e abitanti della nostra piccola frazione. Fateci sapere cosa ne pensate!

"Per chi ha avuto la possibilità di vedere i danni causati dall'alluvione DENTRO I PAESI e non solo sulla strada prov. o lungo i fiumi e torrenti, non c'è dubbio che Mondrone abbia subito i danni maggiori rispetto agli altri , da Lanzo al Piano.
Sentieri cancellati, acquedotti divelti, prati diventati pietraie,rivi in secca diventati veri e propri ruscelli ancor'oggi, strade comunali trasformate in voragini o in corsi d'acqua, case allagate.
Purtroppo siamo " Ala di Stura comune-dipendenti ".E quindi è una tragedia che sia crollato il ponte delle Scale (che non serviva a nessuno!), ma chi ricostruirà Mondrone?
Il ponte sull' Arian?
Il ponte del Pianard?
E i tubi dell'acqua?
E i sentieri?
E le strade comunali crollate?
E quelle trasformate in acqua, pietre e fango?
E i pascoli pieni di alberi e pietre?
E il letto dell'Arian?

Vorrei aprire un dibattito tra i villeggianti: possiamo aiutare a ricostruire?

Come si fa a "obbligare il Comune a intervenire"?
Leggerò volentieri i pareri di coloro che quest'estate si lamentarono del Comune di Ala.

E ADESSO ?

Fulvio Lai

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