Edizione del 28 ottobre 2000
- Come procede la ricostruzione.

Mondrone - La situazione attuale della zona rimane critica: ciò che, più che altro preoccupa è il crollo della provinciale fra Martassina e Mondrone. In un primo tempo, i militari del genio civile, intervenuti sul luogo, avevano proposto l'installazione di un ponte militare tipo Bailey di settanta metri, sufficiente per coprire il tratto di strada franato, tuttavia la proposta è stata scartata per l'impossibilità di quella struttura a reggere il peso dei camion dello stabilimento dell'acqua "Pian della Mussa" che ogni giorno dovrebbero scendere a valle.
Non essendo possibile attendere i tempi necessari per la ricostruzione, la Provincia ha adottato l'unica soluzione possibile: tracciare una strada alternativa. Il percorso è già stato individuato, e, in linea di massima dovrebbe partire da Martassina, nei pressi del Santuario, in corrispondenza di quel tratto sterrato già realizzato negli anni scorsi per i lavori lungo la Stura, proseguire attraverso i prati, sovrapponendosi al sentiero che già esiste e talvolta usato per scendere a piedi verso Martassina o Ala, e infine risalire a Mondrone quasi di fronte a casa Bernardi.
Questa è l'unica alternativa per consentire il rapido ripristino delle comunicazioni, tuttavia è anche la più dolorosa, perchè verranno rovinati i prati e i sentieri che ben conosciamo, e, molto probabilmente, non torneranno mai più come fino ad oggi siamo stati abituati a vederli. Inoltre, ciò che più spaventa è la prospettiva, avanzata in Provincia, che la strada ora crollata non venga mai più ripristinata, sostituendovi in modo permanente il nuovo tratto, più a valle. C'è da augurarsi che ciò non accada, e che la soluzione rimanga temporanea fino al termine dei lavori di ricostruzione della provinciale.
SC

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